Io sto con gli alberi

Tutte le volte che in ufficio sento partire la stampante multifunzione ho un travaso di bile. Non sopporto chi lancia stampe o fotocopie con il massimo menefreghismo, sia nei confronti dell’azienda e sopratutto per le risme di carta gettate al vento così per leggerezza, vuoi per non perdere tempo ad impostare il fronte-retro, piuttosto che selezionare le pagine che realmente servono o fare un’antemprima per verificare se la stampa ha la corretta impaginazione.
Ormai si tende a digitalizzare tutti i documenti ed è così anche nell’azienda in cui lavoro, dove si potrebbe risparmiare tempo e fatica anche per l’archiviazione, ma ben pochi colleghi sono propensi a optare per l’utilizzo solo telematico.
Sprechi di carta e di raccoglitori per archiviare cose facilmente reperibili anche nel server, costi per risme, toner e manutenzione delle macchine.
Non riesco a tacere davanti a tanto menefreghismo e così mi sono resa antipatica alle colleghe con le quali condivido l’uso della stampante multifunzione, facendo le pulci sulle loro copie e stampe, sottolineando che non sono necessarie… una vera e propria scassa maroni, sperando che prima o poi mi ascolteranno. Continua a leggere “Io sto con gli alberi”

Facce di plastica

Ammiro le donne che accettano i segni che il tempo lascia sul corpo e soprattuto sul viso. Due grandi icone degli anni ’80 come Kathleen Turner e Kelly McGillis si sono mostrate con disinvoltura alle telecamere de I migliori anni così come sono ora, due signore sessantenni che hanno deciso di non nascondere gli anni che passano e di accettarsi così come sono adesso. Non nego di esserci rimasta quando ieri sera ho visto entrare in scena Charlie, la bionda istruttrice di Top Gun, film che ho rivisto poco tempo fa e forse per questo non mi aspettavo di vederla invecchiata di trent’anni. Chapeau a una donna che si è raccontata con il sorriso sulle labbra e si è commossa ascoltando Take my breath away. Continua a leggere “Facce di plastica”

Statemi alla larga…è lunedì!

Apro le persiane all’alba, una splendida giornata di sole mi saluta con un panorama che spazia fino all’innevata catena del Monte Rosa… vorrei accarezzarla. Faccio mente locale, è lunedì… se andassi ancora a scuola una solenne bigiata non me la toglierebbe nessuno. E’ un peccato mortale rinchiudersi per 8 ore in un ufficio dove non mi sento a mio agio. Lo so, ho qualche rotella fuori posto. Chissà quante persone vorrebbero avere un lavoro, soprattutto quella chimera chiamata posto fisso ed io che ho questa fortuna mi lamento. Da un pò di tempo a questa parte ho imparato a non guardare sempre indietro e vedere chi è più sfortunato di me, guardo spesso avanti, chi fa un lavoro che lo gratifica anche moralmente, che a fine giornata fa i conti con le soddisfazioni professionali.  Non è il mio caso e alla mia età non posso ambire a provare almeno una volta nella vita questa piacevole sensazione, anche se in cuor mio spero sempre in una botta di fortuna.  Continua a leggere “Statemi alla larga…è lunedì!”

14 maggio, giornata degli auguri

Auguri a tutte le mamme.
Auguri a tutte le donne che non sono mamme per uno strano scherzo del destino.
Auguri a tutte le volontarie che si sentono mamme di tutti gli animali abbandonati che aiutano con tanto amore e dedizione.

Auguri Monsieur Macron per la sua nuova avventura che inizia ufficialmente oggi in quel brutto mondo della politica dove tutti stanno aspettando il suo primo passo falso.
Buon lavoro e dimostri in fretta ai vecchi tromboni di cosa è capace.

Auguri Madame Brigitte per il suo ruolo di première dame, che la seguitissima stampa dei gossip cercherà di sminuire cercando di scovare qualche scheletro nel suo armadio.
Lei è una donna intelligente, li lascerà parlare, perché solo le mezze calzette leggono quella che una volta era chiamata cronaca rosa.

E per finire….auguri a tutti i Mattia!

Foto ©tremaghi

Non sempre di mamma ce n’è una sola

Tra qualche giorno sarà la festa della mamma, ricorrenza che ogni anno non vivo serenamente,  non solo perché il destino ha voluto che non sia tra le festeggiate, ma per quelle donne fantastiche che pur non essendo madri biologiche, si sostituiscono a quelle naturali  restando sempre un passo indietro, pur donando un’infinità d’amore al bimbo che allevano.
Ho avuto la fortuna di essere allevata dai cinque giorni di vita, ovvero da quando sono stata dimessa dalla maternità dell’ospedale Cà Granda di Milano, fino ai nove anni di età da zia Nanda, sorella maggiore di mia mamma, nubile e convivente nella famiglia del fratello Alfredo e la moglie Gina, sposati da anni e senza figli. Continua a leggere “Non sempre di mamma ce n’è una sola”

Gattare

Amare i gatti non significa solo averne uno come compagno di vita. Chi li ama rimane stregato dai loro occhi dolci, dallo sguardo magnetico, dalle loro movenze, dall’eleganza ed anche da quella sorta di spavalderia ostentata da quei randagi, che pur sapendo che c’è qualcuno che si occupa di loro, continuano a mostrarsi diffidenti ed evitano ogni tipo di contatto. Silvia ed io ne sappiamo qualcosa, soprattutto lei che ogni giorno si preoccupa di riempire le ciotole di pappa e acqua di quei gatti che sono stati abbandonati da cuccioli nella ditta dove lavoriamo. E così, grazie ai quei due esserini che nonostante tutto ci evitano, siamo diventate gattare, come Antonella che di gatti ne ha adottati ben nove ospitandoli nella sua casa e soprattutto come Gianna che con la sua associazione di volontariato A-mici randagi  si occupa di 237 colonie feline di Varese e provincia.

Anche la nostra sta diventando una micro colonia, è aumentata la famiglia con la nascita di due micetti che quest’oggi Silvia ed io abbiamo visto per la prima volta. Due frugoletti mordissimi, nati durante il week end scorso e con ancora con gli occhietti chiusi. Che emozione accarezzarli per un attimo, mentre la mamma, pur tenendosi a dedita distanza, soffiava e miagolava per paura che glieli portassimo via. Continua a leggere “Gattare”

Quando si perde un amico…

Alzataccia questa mattina. la seconda della settimana.  La sveglia suona alle 4:45, apro le persiane e una leggera nebbia che sale dal lago vela l’alba che sta per spuntare. Mentre preparo la colazione accendo il telefono, poi mentre mi gusto il caffelatte con cereali e frutti di bosco do un’occhiata a Facebook che mi ricorda che ho ricordi da condividere. Mi mostra la foto di quattro anni fa di un’amico che da poco più di due mesi ci ha lasciato. Nel vedere il suo volto sempre sorridente mi prende un nodo alla gola, d’istinto clicco sul link del suo profilo ancora attivo e mi rattristo ancora più nel vedere che l’ultimo post sulla sua bacheca è proprio il mio, postato il 9 settembre 2016, quando con amici comuni abbiamo trascorso un piacevolissimo mezzogiorno in una pizzeria di Luino. Rivedo il film di quei momenti, quando con molta serenità raccontava come aveva debellato una bestia di malattia, la lunga degenza in ospedale, le pesanti cure, poi la luce in fondo al tunnel. Si sentiva rinato e per questo ringraziava il cielo. Continua a leggere “Quando si perde un amico…”