Carissimo Pinocchio

Oggi ho rimesso in moto la macchina del tempo e sono ritornata  bambina visitando una  mostra dedicata al  burattino di legno più famoso al mondo, un’esposizione di opere tra acrilici di grande formato, xilografie, sculture in terra cotta e raku a cura dell’artista Ettore Antonini che ha raccontato con le immagini la storia di Pinocchio in un percorso emozionale capace di coinvolgere grandi e piccini.

I miei ricordi d’infanzia del burattino di Geppetto non sono tanto legati alla fiaba, quanto alla canzone Lettera a Pinocchio cantata da Johnny Dorelli che  non mi stancavo di ascoltare e al cartone animato della Disney, ma il discorso fatto oggi dall’artista al vernissage della mostra mi ha fatto venire voglia di  leggere nuovamente il capolavoro di Collodi.

Ogni fiaba, anche se ambientata in un mondo fantastico, fondamentalmente ha lo scopo di insegnare ai bambini a distinguere il bene dal male e una rilettura in età adulta può essere il modo di ripassare le buone maniere che oggigiorno non sono più tanto di moda, come il suggerimento del Grillo parlante più che mai attuale:

“In questo mondo, quando si può, bisogna mostrarsi cortesi con tutti, se vogliamo esser ricambiati con pari cortesia nei giorni del bisogno.” 

(la mostra Pinocchio è visitabile dal 21 gennaio al 4 febbraio 2016  il martedì e venerdì dalle 13 alle 18, sabato e domenica dalle 10 alle 18, presso il Chiostro di Voltorre di Gavirate – Varese )

Foto ©tremaghi

 

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