Dovere di cronaca o audience ad ogni costo?

Quarto giorno di malattia. Sebbene l’otite abbia ulteriormente peggiorato il mio udito rendendomi quasi totalmente sorda, in momenti diversi butto qualche occhiata alla televisione accesa e su qualsiasi rete si susseguono telegiornali e talk show che parlano della tragedia del Hotel Rigopiano e l’incessante terremoto del centro Italia.

Dalle immagini capisco che ogni scenario è presidiato da giornalisti a dei vari palinsesti, pronti a carpire e riportare l’ultima notizia, professioni dell’informazione che reputo sempre più limitati, armati solo di una buona dose di pelo sullo stomaco, faccia tosta ed insensibilità, al punto presentarsi candidamente ai familiari di vittime di ogni genere e pretendere con insistenza dichiarazioni.
Molti ultracinquantenni ricorderanno quel bellissimo film di Sidney Lumet, Quinto potere, uscito nelle sale cinematografiche nel 1976 e che l’anno successivo fece incetta di statuette dell’Academy Award e Golden Globe. Voleva essere una sorta di parodia, quasi ironica e satirica, nei confronti della televisione ed invece ha evidenziato il cinismo e la totale mancanza di sensibilità dei Network, titolo originale del film. Questo ci veniva proposto quarant’anni fa, quando sembrava impossibile che il mondo dell’informazione televisiva potesse arrivare a tanto, spinto dalla frenesia dell’audience ad ogni costo calpestando anche i sentimenti e sicuramente negli anni settanta non avremmo mai pensato che si potesse arrivare a tanto.
Purtroppo il quinto potere estremizzato lo troviamo tutti i giorni sui nostri teleschermi, proposto in modo che difficilmente riusciamo a capire dove finisce quella sottile linea che separa il dovere di cronaca dallo sciacallaggio mediatico, oltre ad usare questo mezzo di informazione per tentare di veicolare le opinioni dei telespettatori sia su tematiche sociali e soprattutto in ambito politico.
Per vincere la gara degli ascolti viene chiesto ai giornalisti di agire come bulldozer, non importa se viene calpestata la sensibilità altrui, l’importante è mandare in onda il pezzo ad effetto, spesso accompagnato da video  reperiti sul web a volte senza accertarsi dell’attendibilità.
Oggigiorno comparire sul piccolo schermo non è poi così difficile, i vari palinsesti sfornano una miriade di miti e meteore, molti dei quali si improvvisano opinionisti e si assicurano un posto al sole e ben retribuito per almeno una stagione.
Oramai la televisione, quel contenitore piatto come la sua attuale forma geometrica, è sempre più vuoto in qualsiasi lato lo si prenda: dall’informazione, ai talk-show per finire ai vari reality che non fanno altro che sminuire i veri valori della vita e creare falsi idoli per i giovani.
La guerra tra i network la si vince così, offrendo sempre più programmi che fanno alzare gli indici d’ascolto a discapito dei sani principi e del buon vivere, valori che quel quinto potere non è più in grado di rivalutare.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...