Là dove muoiono i probiotici.

E’ venerdì sera e sul primo canale della Televisione Svizzera va in onda Patti Chiari, programma giornalistico che si occupa dei diritti dei cittadini-consumatori . Ho la fortuna di abitare in una zona dove, con una piccola antenna supplementare, è possibile ricevere il palinsesto rossocrociato, che potrà sembrare una piccola realtà rapportata all’estensione geografica della Confederazione Elvetica, ma vi garantisco che per  il suo livello d’informazione e culturale è di gran lunga superiore a mamma Rai.  L’ultima puntata di gennaio è dedicata a quegli alimenti, che pullulano gli spot pubblicitari e che promettono di dare un pregevole aiuto al nostro benessere fisico.

Vengono presi in considerazione gli yogurt probiotici che dovrebbero essere così preziosi per il nostro pancino ma che in realtà scopriamo che circa il 99% di tutti quei miliardi di bifidus e Lactobacillus casei Shirota non sopravvivono ai succhi gastrici e quindi non raggiungeranno mai in massa l’intestino.

La cosa che più lascia perplessi è che la Danone nel 2004 venne censurata per lo yogurt Actimel dal Giurì dell’autodisciplina pubblicitaria e quattro anni più tardi è stata pizzicata per lo stesso motivo negli USA, per finire con la multa di 300.000 Euro inflitta dall’Antitrust  nel 2009 per la pubblicità ingannevole di Danacol, temi trattati anche dal giornalista Roberto La Pira nel blog Il futuro dei consumi.

Patti Chiari denuncia anche l’attendibilità gli integratori e  succhi di frutta vitaminici che, basterebbe leggere bene gli ingredienti per rendercene conto, sono un concentrato di zuccheri, additivi e vitamine in sintesi idrosolubili che si eliminano con le urine.

E’ incredibile quanto la pubblicità ha il potere di convincere i consumatori ad acquistare alimenti ed integratori all’insegna del benessere fisico, mentre cadono nel vuoto le continue raccomandazioni dei nutrizionisti ad adottare uno stile di vita salutare, seguendo una dieta ricca di frutta e verdura e facendo una moderata attività fisica.

E passi pure finché sono gli adulti ad affidare il proprio benessere a queste bufale, in fondo ognuno è libero di fare le proprie scelte, ma cosa dire di quello spot pubblicitario di un integratore vitaminico, I colori della salute,  dedicato a quei bambini che non amano particolarmente frutta e verdura. Meglio risolvere il problema con una bustina al giorno a discapito di una sana educazione alimentare? Secondo gli ultimi risultati del 2014  di OKkio alla salute, il sistema di sorveglianza promosso dal Ministero della Salute, in Italia i bambini in sovrappeso sono il 20,9% e  quelli obesi sono il 9,8%, compresi i severamente obesi che da soli sono il 2,2%, dati che dovrebbero far riflettere e visto che la pubblicità ha un potere persuasivo per grandi e piccini superiore al buon senso, sarebbe forse il caso di fare degli spot con bambini che si fanno delle sane abbuffate di frutta e verdura e seguono sani stili di vita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

One thought on “Là dove muoiono i probiotici.

  1. Malagasy August

    Cara Manuela,
    Dal tempo dei terribili cartoni animati giapponesi, su TV ancora in B /N , mi son convinto che i bambini hanno una sola protezione: i genitori; e che questa sia – e’ – inefficente per forza di cose.
    Io ho cercato di educare mia figlia ad essere critica verso la pubblicita’ e le “social-suasions” , quei sottili terribili aghi ipodermici virtuali che ti entran nel cervello e ti modellano; e fino ad un certo punto vi son riuscito, finche’ al liceo a Lugano non ha avuto a che fare con una classe di “relitti sociali” (figli di benestanti del ceto medio-alto, sottoprodotto di scopate, parcheggiati la’ da genitori intenti per lo piu’ uno di qua l’altro di la’ a farsi ognuno i cavoli suoi) in cui imperavano due cose-passaporto per essere accettati e non emarginati: i piumini – di una certa marca pardon griffe beninteso, e le scarpe, anche quelle griffate e monomarca. E li’ da brava adolescente ha aderito radicalizzandosi.
    Beh, poi ha recuperato, ma l’impatto su di me e’ stato indubbio.
    Ed ho meditato.

    Non possiam farci niente: in modi diversi ognuno a suo tempo ci siam passati tutti: hanno avuto effetto solo gli strumenti che i nostri genitori han saputo passarci, e non e’ certo, o non solo, con l’educazione che cio’ e’ avvenuto.

    Ogni tempo, ogni era, ha i suoi modi, protocolli, linguaggi e direi media, a questo fine.

    Raggiungere consapevolezza di questi strumenti ed efficacia nel loro uso trascende la normalita’ statistica delle famiglie, tantopiu’ o tantopeggio ora piu’ che ieri: vediamo genitori stressati distratti assillati preoccupati, dialogo mancante in famiglia, statuts di “unita’ familiare” inesistente, matrimoni e divorzi troppo facili e troppo superficiali … e questi poveri esseri in formazione, crogioli ambulanti con tutte le loro tensioni, abbandonati a se stessi , ai telefonini ed ai social media …

    Quanti di loro assillati da un problema esistenziale piu’ grande di loro – perche’ cosi’ vien vissuto a quell’eta’, piu’ di quanto non lo sia effettivamente – si rivolgono per aiuto al padre o alla madre, o magari al nonno o alla nonna?
    Mentre fattori esterni come Monsanto e company ci stiracchiano e sbatacchiano verso realta’ incredibili in nome del profitto e di “utile” d’impresa, le anime, le personalita’, le coscienze si disperdono in questa esplosione di mondo in cui viviamo.

    Che sara’ sicuramente – o almeno spero – una fase di transizione in cui nulla sara’ piu’ come prima e tutto sara’ come prima ma solo apparentemente, un mondo virtuale nel bello ma terribile e doloroso nel brutto e nel concreto: nel materiale, nel reale di tutti i giorni; che sara’ il fomndo della valle, il punto piu’ buio della notte.

    Passato il quale, quel lato nascosto ed ora inusato dei bambini , il lato angelico, dovra’ tornare pian piano a galla e riprendere il suo posto, per guidare il mondo verso un nuovo modo: il sorgere del giorno.

    Come diceva il grande De Filippo, ” ha da passa’ a nuttata ” ma e’ una notte lunga buia fredda in cui molti si perderanno. Purtroppo.

    Spero, e prego, di essere cattivo profeta, e di avere interpretato male i germogli che vedo, e che la notte sia gia’ ora al suo punto piu’ buio, e l’oscurita’ delle anime non aumenti piu’ di cosi’.

    Io, noi di questa mia povera classe, nata da una guerra, ormai non ci saremo piu’, a vedere i primi raggi di quel sole nascente, ma io lo sto sognando ed e’ una fede, un credo che ho dentro di me, come l’arcobaleno sul fondo del vaso di Pandora .

    Ciao

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