Ricordi di altri tempi

Giornata uggiosa e malavoglia, anche la compagnia di un buon libro al momento non mi è gradita, quindi mi prendo in grembo un vecchio album di fotografie, il classico con la copertina in finta pelle, pagine di cartoncino bianco intercalate con i fogli di carta velina. Foto in bianco e nero di cinquant’anni fa, scattate in quella Milano che mi ha dato i natali e  ha accompagnato la mia crescita fino all’adolescenza. Mi sorprende come ogni fotografia suscita in me ancora un vivido ricordo, come se il tempo si fosse fermato e mi fa sentire ancora di più la mancanza di quelle persone che ormai non ci sono più.

Arrivo all’ultima pagina e lì mi perdo nel cercare di ricordare i nomi delle mie compagne della classe 3° C della Scuola Elementare Dante Alighieri, foto scattata in palestra che mi ritrae nella fila centrale (la quinta da sinistra), quella delle più alte, 24 bambine che indossano il grembiule bianco, in molti casi accompagnato dal fiocco blu, una sorta di divisa che nascondeva l’abbigliamento di ogni una di noi, facendoci sembrare ai nostri occhi tutte uguali e senza discriminazioni nei confronti di chi proveniva da famiglie meno abbienti. Provo un pò di rammarico nel constatare che nella foto manca la nostra maestra, la Signora Maria Coppini, sicuramente la migliore insegnante di tutto il quinquennio, l’unica che instaurò con noi un bellissimo rapporto da seconda mamma. Erano i tempi in cui ci si alzava in piedi tutte le volte che le insegnanti entravano ed uscivano dalla classe, che chiamavamo sempre Signora maestra e nutrivano di tutto il nostro rispetto nonostante le note sul diario ad i brutti voti.

Chiudo l’album e mentre lo ripongo il mio pensiero va inesorabilmente alla scuola dei nostri giorni, classi senza alcuna divisa, le maestre che vengono chiamate per nome e le si dà del tu, insegnanti alle quali oggi viene richiesta una laurea, mentre ai miei tempi bastava un diploma magistrale ed erano comunque degli ottimi docenti. Penso agli alunni, tutti dotati di smartphone ma che faticano a scrivere una pagina di quaderno in corsivo, a quei genitori che non accettano le note sui diari dei propri figli, mettono in discussione ogni voto e l’operato degli insegnanti.

Sono i tempi che cambiano… in peggio.

One thought on “Ricordi di altri tempi

  1. Malagasy August

    Ah , cara Manu, tocchi un tasto dolente!
    Come XOM di una Prof , biologa laureata che ha scelto l’insegnamento per passione e tradizione familiare, e come cognato di un’altra prof e amico di tante altre, posso garantirti che il tuo ultimo paragrafo e’ troppo ottimista!
    In fondo, son tutti degli ottimi ragazzi, salvo purtroppo eccezioni, come normale; ma in superfice ahime’ !!! Un disastro.
    Ma in fondo non e’ colpa loro: a furia di anni ed anni di riforme scolastiche in discesa (o frana) , e di incremento nella pseudo-democrazia che una volta si chiamava malaeducazione o non saper stare al proprio posto, il che non impediva di aver diritti, per altro, ma accanto a doveri (ci son ancora?), la sQuola e’ diventata cosi’, come tante altre cose dei giorni nostri, e come la politiKa .
    Io confido e credo che alla fine, divenuti bene o male adulti, magari a 35-40 invece che a 18-20 anni, in molti di loro la parte buona torni ad emergere; ma intanto l’istruzione persa se ne e’ andata , come il tempo.
    In fondo, non e’ solo colpa loro, ma anche nostra, Manu, in parte proprio anche della nostra (la mia) generazione; che non ha dato a quella successiva gli strumenti adatti ad essere genitori, per poter “e-ducere” i figli .
    Ed adesso che sima nonni, amen !
    Ciao Manu , un salutone affettuoso a te ed al tuo XOM !
    August

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