Non solo Tenco….

Che barba, che noia, che noia che barba ….. la famosa citazione dell’immensa Sandra Mondaini calza a pennello per i fiumi di parole che in questi sei giorni sentiremo alla televisione, alla radio e leggeremo sulla carta stampata e nel web su questa edizione numero 67 di quello che una volta era il Festival della Canzone Italiana, di quelle melodie che tutti cantavano e che ancora ricordiamo sia per i testi e la musica. Rimpiango gli anni d’oro della canzone italiana, i bei tempi di Canzonissima con le sfide tra Gianni Morandi e Massimo Ranieri, di Un Disco per l’Estate con le canzonette  spensierate  che facevano sognare dagli adolescenti a chi aveva già qualche filo grigio tra i capelli, del Festivalbar del grande Vittorio Salvetti che gremiva l’Arena di Verona e decretava la canzone più gettonata nei jukebox. Sono anni e anni che non seguo più il Festival di Sanremo e non lo farò nemmeno quest’anno. Non sono curiosa di vedere come se la caverà Maria De Filippi e mi voglio risparmiare le figure meschine del nostro presentatore nazional-popolare, che non spiccica una parola d’inglese, quando sarà alle prese con ospiti internazionali. In quanto alle canzoni in gara, da domani le ascolterò alla radio. Penso che anche quest’anno la canzone vincitrice non emulerà il successo di Grande Amore che vinse il disco di platino, ma non a caso è opera dei ragazzi de Il Volo, bandiere del bel canto italiano nel mondo ed ora impegnati a far conoscere ed apprezzare la lirica ai loro coetanei. L’edizione sanremese di quest’anno è dedicata alla commemorazione del cinquantesimo anniversario del grande cantautore Luigi Tenco, ricordo affidato questa sera  a Tiziano Ferro. Sembra quasi che si voglia dimenticare che il 7 febbraio 1987, trent’anni fa, poco prima che Pippo Baudo decretasse la canzone vincitrice, arrivò la notizia della scomparsa di Claudio Villa, il Reuccio della canzone italiana. Ricordo ancora i volti tirati di Gianni Morandi, Umberto Tozzi ed Enrico Ruggeri quando vennero premiati e cantarono Si può dare di più con un nodo in gola. Due pesi e due misure che non  sono in grado di capire e non voglio pensare che si voglia sminuire il ricordo di un grande artista che ha scritto pagine di storia della canzone italiana.

One thought on “Non solo Tenco….

  1. Malagasy August

    Pensa che io canticchiavo “io sono il vento … ” e prendevo in giro la strappalacrime “e la barca torno’ sola ” , ma dopo di allora, a parte una breve parentesi per Jula De Palma (che aveva il brevetto da pilota … di quei tempi la’, pensa te!) non lo ho mai piu’ ascoltato. Ma ricordo con tenerezza l’Edera di Nilla Pizzi, lei, che tanti anni dopo ho ritrovata nelle balere dove andavamo con le lezioni di ballo liscio …

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