Peperonando….

Voglia di un bel piatto di bollito misto con patate lessate e prezzolate. Un piatto povero della tradizione piemontese, che ha valicato i confini regionali, facendosi apprezzare anche da noi lombardi, soprattutto nelle giornate invernali. Inevitabilmente succede che avanza un pezzo di carne che riciclo per preparare una pietanza che adoro: i peperoni ripieni. Mi  procuro un pezzo di mortadella rigorosamente al pistacchio che trito con l’avanzo del bollito, unisco una patata lessata, abbondante formaggio gratugiato, noce moscata e pepe. Amalgamo il tutto con un uovo intero, quindi riempio le metà dei  peperoni che spolverizzo con pangrattato e cuocio in forno  a 180° C dopo averle irrorate con un filo di olio extravergine d’oliva. Il risultato è una gustosissima pietanza che può essere considerata un piatto unico e soprattutto di poco costo.

Chissà cosa penseranno i vari chef che si presentano nelle svariate  trasmissioni televisive. orrore!!!!! Sarà, ma i piatti delle nostre tradizioni non saranno scenografici, presentati con guarnizioni di  ortaggi e glasse varie, ma sono comunque salutari, economici e senz’altro di un gusto incomparabile. Ho imparato a cucinare affiancando il mio papà di professione cuoco ai tempi in cui nella Milano in cui lavorava lo  chef  era solo de rang  lo si trovavano in locali al pari del Savini in Galleria Vittorio Emanuele. Il cuoco non era una figura sminuita, ma tra le sue mansioni c’era quella di servire e tramandare quella cucina italiana tradizionale conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo, patrimonio inestimabile della cultura culinaria.

Ora non si usano più, sono piatti snobbati e soppiantati da elaborazioni che poco hanno da che spartire con il buon gusto. Rimarrò tradizionalista fino alla fine, cucinando piatti tradizionali della cucina italiana e mediterranea senza confini nel nostro bel paese. Il gusto che prevale sul bello e scenografico, ma soprattutto il rispetto per le nostre radici, per quei piatti poveri che hanno fatto grande la nostra cucina.

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