Pizzoccheri… vi adoro!!!!

Mi piace cucinare, è un’arte che non mi stanca e mi grafica, sia il palato quanto la consapevolezza che ho messo tutta la cura possibile nella preparazione dopo aver scelto accuratamente gli ingredienti. Siamo quello che mangiamo, ma a prescindere da questo detto, pur vero, ritengo sia molto importante preparare un pasto che sia in sintonia con i canoni del mangiar sano. Amo i piatti unici, non per risparmiare fatiche in cucina, bensì perchè sono ricette tradizionali tramandate da secoli nelle nostre regioni, un patrimonio inestimabile e da salvaguardare. Il piatto lombardo che preferisco sono i pizzoccheri, che devono le loro origini a Teglio in Valtellina. L’ingrediente principe di questo piatto è la pasta di grano saraceno, che contrariamente a quanto si possa pensare non è un cereale, il cui nome scientifico è  Fagopyrum esculentum, bensì è una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Polygonaceae, importata nel medioevo dai Turchi ed è composto dal 10 % da acqua, 10,3 % fibre alimentari, 2,1 % ceneri, carboidrati, 11,7 % da proteine e 2,7 % da grassi. E’ fonte di vitamina A,  B1, B2, B3, B5, B6 e la J e gli aminoacidi presenti sono: alanina, arginina, cistina, acido aspartico, acido glutammico, glicina, isoleucina, fenilalanina, lisina, metionina, valina, treonina, prolina e tirosina. Non essendo un cereale, è adatto alle persone che soffrono di celiachia,  ha un alto valore proteico simile a quello della carne e della soia ed è consigliato anche in caso di deperimento fisico e grazie alle proprietà di una sostanza chiamata rutina, aiuta conservare l’elasticità dei tessuti dei vasi sanguigni. La fonte vegetale che preferisco da aggiungere alla mia ricetta di pizzoccheri è la verza, ricca di calcio, sodio, fosforo, potassio, magnesio, rame, manganese, ferro, selenio e zinco e di vitamina C,  ha proprietà anti ulcera e grazie al buon contenuto di sali minerali, è anche un ottimo ricostituente e riequilibratore dell’organismo. Oltre alla patata, la ricetta tradizione prevede l’aggiunta del formaggio Bitto, formaggio tipico valtellinese  delicato che racchiude in sé i profumi dell’alpeggio e il Casera, tipico della valle che gli dà il nome, nella provincia di Sondrio e viene prodotto con latte di vacca parzialmente scremato.  Il procedimento è semplice: mondare la verza, lavarla accuratamente e tagliarla a listarelle, farla cuocere per circa 10 minuti in acqua bollente salata assieme alle patate tagliate a tocchetti. Unire i pizzoccheri (uso i Bio prodotti da Il Baule Volante) e portarli alla cottura ottimale. Nel frattempo preparo i formaggi tagliati a cubetti e faccio rosolare 2-3 spicchi d’aglio in olio d’oliva, burro ed abbondante erba salvia. Una volta cotta la pasta, scolo delicatamente gli ingredienti con una schiumaiola e li condisco a strati in una zuppiera capiente, alternando pasta, verze e patate con i dadini di Bitto e Casera e condimento. Metto il cuore nella preparazione di questo piatto, assaporando i profumi di tutti gli ingredienti man mano che li lavoro fino al piacere sublime di gustare questo piatto tradizionale di ingredienti semplici, dal sapore di una volta. Come in tutte le mie preparazioni culinarie non peso nulla, vado ad occhio, o meglio, vado a sensazione nel dosare gli ingredienti… un modo del tutto personale di cucinare che non mi ha mai tradito.

 

 

 

 

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