Sensibilità…

Se la mia anima fosse una pellicola fotografica avrebbe il massimo della sensibilità, ISO 6400,  sia metaforicamente e per farmi movere in tutte in condizioni di luce, dall’alba al tramonto fino all’imbrunire. E’ un fardello pesante quello della sensibilità, che ormai ho imparato a portare senza peso e non lo cambierei per nulla al mondo, perché le sensazioni che prova un’animo sensibile sono bellissime e bastano piccole cose per renderci felici. Siamo individui che sappiamo ritagliarci momenti magici nella solitudine, apprezziamo  il silenzio, i rumori, i colori ed i ritmi della natura, amiamo gli animali, le emozioni e siamo sempre pronti ad aiutare il prossimo, facendoci anche carico delle sofferenze altrui,  Potrà sembrare strano, ma le persone sensibili riconoscono i loro simili grazie ad un sesto senso ed instaurano un rapporto speciale che talvolta va oltre l’amicizia ed è una sorta di mutua  complicità. Quella complicità che ci fa emozionare per un cucciolo con la sua mamma, per un film, per un fiore o il risvegliarsi della natura in primavera. Siamo bravi ad andare a cercare le emozioni, come i tramonti, scenari preferiti di ogni animo sensibile. Se ne avessi la possibilità, andrei tutte le sere ad immortalare il tramonto con la mia reflex, in qualsiasi condizione atmosferica, perché  è sempre unico e speciale. Noi animi sensibili siamo anche dei grandi sognatori, prerogativa penso imprescindibile  di questo sentimento. Mi piace inseguire sogni, vagare con la fantasia guardando le nubi che si muovono nel cielo o semplicemente accarezzando i miei gatti, esseri magici che mi aiutano a volare lontano dalla realtà per poi ritornare con i piedi per terra in uno stato di beatitudine. Anche la musica ha un fascino particolare per chi è sensibile, facendo riaffiorare  ricordi del passato ed accompagnandoci nel presente con melodie che scaldano il cuore o travolgono di energia. Potrò sbagliarmi ma molte persone sensibili sono anche appassionati di fotografia, gente che scatta con gli occhi del cuore, di getto senza dare troppo importanza alla tecnica, ottenendo immagini che solo i loro simili apprezzano in toto e riescono a percepire quelle sfumature che gli occhi non vedono.    Forse la sensibilità è un sentimento che si affina con gli anni e raggiunge l’apice dopo  i fatidici anta, quando impari per esperienza che sono le piccole cose a regalarti le emozioni più grandi, ma è altrettanto vero che deve trovare comunque un terreno fertile per crescere, quel terreno che ognuno deve scegliere se coltivare o meno. Il mio ormai è un giardino fiorito e sono felice che sia così.

Foto ©tremaghi

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