Giornata della Terra

Un anno fa a New York presso la sede dell’ONU, 175 paesi firmarono  l’Accordo di Parigi sul clima impegnandosi a contenere l’aumento della temperatura media globale entro 1,5° C, una sorta di regalo al pianeta nella Giornata della Terra con tanto di show dell’allora segretario di Stato americano John Kerry che si presentò alla firma con la nipotina in braccio con l’intento di far passare un messaggio di speranza per le future generazioni. A distanza di 365 giorni  50 mila scienziati e ricercatori si sono dati appuntamento a Washington per la marcia della scienza, una manifestazione di protesta sul cambio di rotta dell’amministrazione Trump in materia dei cambiamenti climatici.

Sono sempre stata molto scettica sui teatrini mediatici dei cosiddetti grandi della Terra che terminano sistematicamente con qualche promessa che difficilmente verrà mantenuta perché i giochi dei poteri forti superano sempre i buoni propositi ed il passaggio di consegne da Obama a Trump è la prima conferma.

Tutti noi abbiamo delle responsabilità se il nostro pianeta è un malato destinato a peggiorare e non a guarire, perché nel nostro piccolo potremmo mettere in pratica semplici accortezze quotidiane che moltiplicate per tutti gli abitanti del globo darebbe senz’altro un risultato significante.

Basterebbe ridurre di qualche grado il riscaldamento delle nostre abitazioni, coprendoci con indumenti più pesanti e magari con una copertina sulle gambe mentre guardiamo la televisione, un uso attento dell’acqua, facendo attenzione a non lasciare aperti i rubinetti, imparando a fare la doccia come nei rifugi alpini svizzeri, dove l’erogazione dell’acqua è regolata da una monetina: ci si bagna, si chiude il rubinetto e  ci si insapona, quindi ci si risciacqua, risparmiando qualche decina di litri d’acqua.

Lo stesso accorgimento potremmo adottarlo quando ci laviamo i denti ed altrattanto potremmo fare anche in cucina lavando i piatti con la stessa avvedutezza della doccia, oppure ottimizzando l’uso della lavastoviglie.

Va di moda avere un abbonamento in palestra, ma ben poche persone rinunciano all’uso dell’auto anche per piccoli spostamenti o utilizzano il car sharing anche se molte grandi aziende lo incentivano concedendo l’uso del parcheggio solamente a chi condivide il trasporto con i colleghi.

Basta passare nei pressi di plessi scolastici negli orari di fine lezione per rendersi conto che tutti gli studenti, dalle scuole primarie alle superiori, vengono scaricati dall’auto davanti al cancello della scuola. Basterebbe incentivare il pedibus e sicuramente si eliminerebbe una buona fetta di traffico quotidiano, oltre ad educare i nostri figli a salutari camminate.

Ma la mancanza di rispetto della Terra non è solo questo. Si ammazzano animali per le loro pellicce o l’avorio,  da altri si ricavano dubbi afrodisiaci, rendendo così le varie specie a rischio estinzione. Si abbandonano rifiuti ingombranti dovunque, la raccolta differenziata in Italia non ha coperto ancora tutto il territorio nazionale, i boschi non vengono più puliti, molte aziende scaricano le loro acque scure in fiumi, laghi e mari. E che dire delle energie alternative. L’eolico non decolla come dovrebbe ed il fotovoltaico ha ancora costi troppo alti e gli incentivi statali esigui.  Questi sono solo alcuni esempi che mi sovvengono in questo momento e che oggi, nella celebrazione della Giornata della Terra, molta gente pare dimenticarsene.

Concludo con due perle di saggezza degli Indiani d’America che dovremmo imparare a memoria e ripetere quotidianamente come un mantra, una preghiera alla Terra alla quale dobbiamo sempre un grande rispetto.

Nascere uomo su questa terra è un incarico sacro.

Abbiamo una responsabilità sacra,

dovuta a questo dono eccezionale che ci è stato fatto,

ben al di sopra del dono meraviglioso

che è la vita delle piante, dei pesci, dei boschi,

degli uccelli e di tutte le creature che vivono sulla terra.

Noi siamo in grado di prenderci cura di loro.

SHENANDOAH, ONONDAGA

Quando l’ultimo albero sarà stato abbattuto,

l’ultimo fiume avvelenato,

l’ultimo pesce pescato,

vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.

La nostra terra vale più del vostro denaro.

E durerà per sempre.

Non verrà distrutta neppure dalle fiamme del fuoco.

Finchè il sole splenderà e l’acqua scorrerà,

darà vita a uomini e animali.

Non si può vendere la vita degli uomini e degli animali;

è stato il Grande Spirito a porre qui la terra

e non possiamo venderla

perchè non ci appartiene.

Potete contare il vostro denaro

e potete bruciarlo nel tempo in cui un bisonte piega la testa,

ma soltanto il Grande Spirito sa contare i granelli di sabbia

e i fili d’erba della nostra terra.

Come dono per voi vi diamo tutto quello che abbiamo

e che potete portare con voi,

ma la terra mai.

PIEDE DI CORVO, PIEDINERI

Foto ©tremaghi

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