Gattare

Amare i gatti non significa solo averne uno come compagno di vita. Chi li ama rimane stregato dai loro occhi dolci, dallo sguardo magnetico, dalle loro movenze, dall’eleganza ed anche da quella sorta di spavalderia ostentata da quei randagi, che pur sapendo che c’è qualcuno che si occupa di loro, continuano a mostrarsi diffidenti ed evitano ogni tipo di contatto. Silvia ed io ne sappiamo qualcosa, soprattutto lei che ogni giorno si preoccupa di riempire le ciotole di pappa e acqua di quei gatti che sono stati abbandonati da cuccioli nella ditta dove lavoriamo. E così, grazie ai quei due esserini che nonostante tutto ci evitano, siamo diventate gattare, come Antonella che di gatti ne ha adottati ben nove ospitandoli nella sua casa e soprattutto come Gianna che con la sua associazione di volontariato A-mici randagi  si occupa di 237 colonie feline di Varese e provincia.

Anche la nostra sta diventando una micro colonia, è aumentata la famiglia con la nascita di due micetti che quest’oggi Silvia ed io abbiamo visto per la prima volta. Due frugoletti mordissimi, nati durante il week end scorso e con ancora con gli occhietti chiusi. Che emozione accarezzarli per un attimo, mentre la mamma, pur tenendosi a dedita distanza, soffiava e miagolava per paura che glieli portassimo via.

Purtroppo sappiamo che non potranno continuare a vivere in quel magazzino poco frequentato che è diventata la loro dimora non priva di pericoli, soprattutto per quelle creature che tra poco più di un mese inizieranno a muoversi spinti da quella curiosità felina che contraddistingue soprattutto i cuccioli.

Domani ci penseremo…… stasera ci addormenteremo con la dolce visione di quei due splendidi gattini, coccolando i nostri due, Nala e Whisky i due fratellini di Silvia, Kimi e Oliver i miei due bimbi pelosi.

2 thoughts on “Gattare

  1. josephpastore

    Per un gatto “di strada” la miglior difesa è la diffidenza. A prescindere.
    Avevo uno di questi amici pelosi a quattrozampe, era adorabile, faceva fusa a tutti. Amava la sua libertà e non riusciva a restare dietro una porta chiusa per più di mezz’ora. Nelle fredde notti invernali dormiva in una cesta sul pianerottolo della mia casa di campagna dove trovava anche croccantini e acqua pulita. Alla mattina, quando io uscivo per andare al lavoro, ci scambiavamo coccole e auguri di buona giornata. Purtroppo un vigliacco che è riuscito a rimanere sconosciuto ma che credo abbia fatto la fine che meritava, ha cominciato a prenderlo a calci ed a sera lo ritrovavo dolorante e zoppicante. Anche un odioso gatto rosso di notte veniva sempre a pestarlo. Ho cercato di salvarlo portandolo da un amico che aveva un’altro gatto ma lui non ha accettato la nuova sistemazione e dopo neanche un giorno ne abbiamo perso le tracce. Non solo non faceva male a nessuno ma dispensava dolcezza, di sicuro adesso sta nel paradiso dei gatti.

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    • tremaghi

      Povero gatto. Dal ponte dell’arcobaleno ti proteggerà per quanto gli hai donato nella sua breve vita. Un proverbio recita “chi uccide i gatti fa male i suoi fatti” e spero vivamente sia così.

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