Binario morto, tradizioni vive

C’era una volta la Ferrovia della Valmorea da Castellana-Cairate/Lonate Ceppino fino a Mendrisio nel Canton Ticino svizzero, voluta agli inizi del 1900 da un gruppo di industriali della valle del fiume Olona, nell’emergente provincia varesina, che volle disporre di un collegamento per il commercio verso l’Europa inclusa l’importazione delle materie prime senza passare da Milano, per una lunghezza complessiva di 38 chilometri e 500 metri. Nel 1928 iniziò il declino di questa linea ferroviaria, durante il secondo conflitto mondiale la stazione di Valmorea venne utilizzata sia dalle Ferrovie Nord Milano come luogo di riparazione dei propri mezzi e dai convogli militari diretti ai magazzini dell’Areonautica Militare, nel 1952 fu soppresso definitivamente il servizio passeggeri e il 17 luglio del 1977, si scrisse la parola fine alla storia di questa ferrovia, decretandone la chiusura definitiva. Con il passare degli anni il casello di Malnate Olona, alle porte del capoluogo varesino, subì un inevitabile degrado, finché alcuni volontari decisero di restaurarlo, mantenendolo tale  nel nome di conservare viva la storia e le tradizioni di un tempo, facendone la sede di un’Associazione culturale chiamata nella lingua locale I Nostar Radìis (Le Nostre Radici), dando vita ad una locanda dove si possono gustare i piatti tipici di un tempo, ricette che non si trovano sui libri di cucina o a Masterchef, ma vennero tramandate dai nostri bisnonni ai nostri nonni, così via fino ai nostri giorni e magari poco considerati perché semplici e poveri, secondo lo stile di vita di una volta. Serate culturali a tema vengono organizzate nel corso dell’anno, sempre per tenere vive quelle tradizioni ormai dimenticate e sostituite da appuntamenti importati d’otre oceano che poco o nulla hanno di che spartire con la nostra storia ma fanno tendenza. Spesso, quando vogliamo rivivere i sapori di una volta, andiamo a pranzo o cena a I Nostar Radìis, per gustare le specialità dei nostri vecchi cucinati con molto amore da Gemma, moglie di Dino Macchi, nonché presidente dell’Associazione, poeta dialettale e un pozzo senza fine di nozioni di storia del nostro territorio. E’ bello averlo seduto al tavolo a farci compagnia con i suoi racconti storici, la scoperta di quelle ricette che si stanno gustando e delle quali nemmeno si conosceva l’esistenza. La gestione della locanda, aperta ai soli soci,  è a cura della Famiglia Macchi, anche Samantha, la figlia, si occupa dei dessert che oltre ad essere squisiti, presenta con molta maestria, oltre ad essere l’organizzatrice degli eventi culturali. Vuoi per l’esigua quota associativa (2 Euro l’anno), vuoi perché fortunatamente ci sono ancora persone che sono legate alle tradizioni e alle nostre radici, l’Associazione conta circa 1500 soci, quindi la locanda è sempre molto frequentata. Le tovaglie a quadri bianche e rosse, il vino servito nelle antiche caraffe a calice bollate da osteria, gli arredi con vecchi attrezzi contadini appesi alle pareti, catapultano indietro negli anni. L’affabilità della Famiglia Macchi è un valore aggiunto che rende ancora più gustose le pietanze… in un mondo dove i valori si perdono giorno dopo giorno è un piacere poter contare su un luogo, che non è un museo, ma dove si respira aria di storia locale.

Foto di ©tremaghi

One thought on “Binario morto, tradizioni vive

  1. Malagasy August

    Bella foto !!!
    Ogni tanto anni fa, quando ancora abitavo a Castellanza, facevo delle lunghe passeggiate lungo il binario ormai morto di quella ferrovia, in diversi posti … in alcuni c’erano ancora binari stazioni ed opere varie; altrove, specie alle notizie di probabile riattivazione, i binari “sparivano” e il sedime veniva modificato … Siamo in un paese fatto cosi’; sarebbe ora di cambiare, ma cambiare e’ fatica; ed in un paese cosi’, e’ sempre qualcun altro che deve iniziare per primo, cosi’ tutto sta fermo … ai tempi delle nostre radici eran forse meno furbi; ma certo, piu’ onesti e l’etica , come l’educazione civica ed individuale del resto, era ancora un valore, non una posa .

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...