La barchetta di San Pietro

Devo ringraziare la mia amica Giusy, che qualche giorno fa ha postato su Facebook un articolo che ricordava l’antica tradizione della Barchetta di San Pietro, che sinceramente non conoscevo avendo trascorso la mia infanzia nella metropoli meneghina e quindi ben lontana di quei riti che avevano origini nel mondo contadino.
Ho così deciso di fare un balzo indietro nel tempo, ritornando bambina e sperimentando per la prima volta nella mia vita questo rituale di attesa e superstizione, ma che tanto affascinava i bambini di qualche decennio fa e che ha coinvolto anche Fulvio, mio marito, nella sua infanzia.

La sera del 28 giugno ho preso una brocca panciuta e trasparente, l’ho riempita per 3/4 di acqua fredda, nella quale ho fatto scivolare l’albume di un uovo. Delicatamente e senza agitarla, l’ho portata in cortile dove l’ho lasciata tutta la notte.
Questa tradizione, che ha origine dal culto di San Pietro, racconta che la forma che prenderà l’albume sarà simile ad una barca con tanto di albero maestro con una o più vele spiegate e in alcuni casi genera anche una forma umana che rappresenterebbe il Santo.
Le interpretazioni magiche di questa formazione sono diverse. Per il mondo contadino un bel veliero è foriero di un ottimo raccolto nell’arco dell’annata, mentre nel bergamasco si narra che se la sposa troverà una barca con la vela avrà un figlio, mentre per una zitella significherebbe trovare marito.
Stamattina, incuriosita, sono corsa a vedere mia barchetta di San Pierto:  è rimasta piccina (sicuramente perché l’albume non era fresco di giornata!) ma con due alberi molto alti e due vele, anche se una molto piccola. Alla sommità dell’albero maestro mi pare di scorgere una sagoma che voglio interpretare sia quella del  Santo che vigila la navigazione.
Quale sia il significato magico di questa formazione non lo so, ma gliene voglio dare uno tutto personale: una navigazione serena nel mare della vita, governata dal mio albero maestro e la grande vela che rappresentano l’amorevole e protettiva vicinanza di Fulvio nel proseguo di quel viaggio che abbiamo intrapreso  insieme quasi 36 anni or sono.
Un po’ di romanticismo non guasta!

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