Come tutte le mattine salgo in macchina alle 7:20, molto in anticipo rispetto all’orario  d’inizio dell’attività lavorativa. Sono fortunata, devo percorrere solo 8 Km, 2 dei quali di autostrada, ma non so quale intoppo potrei trovare sul percorso, seppur breve. Attraverso il cortile condominiale e mi fermo per immettermi su un’importante arteria comunale. Mi passano davanti tre auto, tutti i guidatori parlano al cellulare senza auricolare o bluetooth. Pochi metri e sono di nuovo ferma ad una trafficatissima rotatoria e dalla mia sinistra arriva un ciclista sulla palmerina e vestito di tutto punto come se fosse la Giro d’Italia, pedala senza mani, è impegnato a scrivere un messaggio sullo smartphone del tutto incurante del traffico. Percorro poche decine di metri e mi ritrovo ad uno stop per un’importante strada provinciale che conduce all’autostrada per Milano. Il traffico è intenso e nonostante tutto l’ottanta percento dei guidatori sono al cellulare, anche camionisti e autisti di autobus,Mi immetto in autostrada e come tutte le mattine è una bolgia nelle due corsie della A8, dove anche in sorpasso difficilmente di possono superare i 110 Km/ora. Nella corsia di destra pullulano auto che raggiungono a malapena i 60 km/ora, procedono zigzagando ed anche se non ho premura mi vedo costretta a sorpassare queste auto, condotte da persone impegnate in concitate telefonate, con i telefoni appoggiati all’orecchio oppure tenuti in viva voce a pochi centimetri dalla bocca. Sebbene  i modelli e le targhe delle automobili rivelano che sono molto recenti e quindi dotati di bluetooth, nessuno lo usa, incuranti di poter essere beccati dalle pattuglie della Polizia che, anche se non di sovente, controllano il traffico autostradale. Una domanda mi sorge comunque spontanea: a chi telefona tutta questa gente alle sette e mezza di mattina?  Mi pare che si viveva bene, forse meglio, anche prima degli anni ’90 quando i telefoni cellulari sono entrati prepotentemente nelle nostre vite. Forse era anche più romantico fare la coda alle cabine del telefono pubblico per parlare con i nostri fidanzati, ma è vero, il romanticismo è passato di moda. Ovviamente anch’io ho uno smartphone rigorosamente connesso automaticamente al bluetooth dell’auto e che comunque evito di  usare quando sono alla guida. Se ricevo una chiamata da un numero sconosciuto non rispondo e tanto meno effettuo telefonate se non strettamente necessarie. Quante vite si sarebbero  potute risparmiare con un uso corretto e oculato del telefono cellulare? Guidare richiede molta attenzione e prontezza di riflessi, situazioni che vengono inevitabilmente rallentate se impegnati in una conversazione telefonica. Purtroppo i gestori di telefonia mobile non fanno nulla per incentivare sistemi di blocco dei telefoni all’accensione dell’auto se non connessi al bluetooth…il business è più importante della salvaguardia delle vite umane. Purtroppo anche l’inasprimento delle sanzioni sembra non funzionare, l’uso indiscriminato del cellulare in auto vince sempre.

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