Questo pessimo mondo del lavoro

4 Aprile 1979, il mio primo giorno di lavoro in un ufficio con quattro colleghe vecchio stampo e poco propense ad insegnare una virgola in più del dovuto all’ultima arrivata. Non è stato facile, per molti anni ho fatto buon viso a cattivo gioco e con molta umiltà ho rubato il lavoro, imparando quelle tante cose che la scuola non mi ha insegnato e che comunque avrei potuto sperimentare solo sul campo. Ho fatto un pò di tutto, dalla centralinista alla fatturazione, corrispondente in lingue estere, ufficio commerciale fino a ricoprire l’incarico di responsabile della programmazione. Non ho una laurea e non per mia volontà non ho terminato le superiori pertanto non posso vantare nemmeno un diploma, ma ho un bagaglio d’esperienza ultra trentennale. Faccio un lavoro che non mi è mai piaciuto sin dall’inizio, ho studiato lingue estere per non finire in un ufficio….le ultime parole famose. Ciò nonostante sono 38 anni che me lo faccio andar bene, perché ormai è questo che so fare. Cara grazia avere una lavoro di questi tempi. In tutti questi anni ho visto passare tanti colleghi, ben pochi quelli che mettono giù la testa e fanno il proprio dovere. Sempre più persone sono maestre nell’arte di sapersi vendere bene, di sfoggiare curricula da paura ma al lato pratico sono solo capaci di delegare con nonchalance perché non sono in grado di fare qualcosa e non hanno voglia di lavorare. Gente che parla, parla, parla…. venditori di aria fritta ben remunerata. Quasi sempre si tratta di soggetti molto esperti in leccaculismo, che nonostante cambiano i tempi, risulta essere la mansione che paga di più.

E’ sempre più dura la mattina quando suona la sveglia… anche se mi alzo con il piede giusto, c’è sempre qualcuno che mi fa andare storta la giornata in questo pessimo mondo del lavoro.

4 thoughts on “Questo pessimo mondo del lavoro

  1. Malagasy August

    Questo potrebbe deporre molto male per quelli del personale!
    Specie per quelli che li assumono dopo aver letto i loro fantastici Kurricula e sentiti i loro mirabolanti bla bla bla .

    Oppure molto molto bene, anche: infatti se questi Kolleghi li vedi passare, vuol dire che loro van via e tu resti. E quindi che quelli del personale leggono ascoltano e VALUTANO …
    e poi scartano.
    Cosa rara al giorno d’oggi, dove la pubblicita’ conta piu’ del prodotto che reclamizza!

    Mi auguro che nel tuo caso valga la seconda ipotesi sul personale.
    Forza e coraggio, tieni duro.

    Purtroppo pero’ per te e tante tue coetanee ormai la pensione tende a diventare un miraggio, circondato da trappole e lusinghe per carpir quel poco denaro che vi resta … vedi APE e consimili …

    In bocca al lupo, Manu!!!

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  2. Malagasy August

    E tra l’altro, se ricordi, adesso parlano di APE … ma qualche anno fa c’era stata una grossa bagarre per chi doveva accaparrarsi i soldi della liquidazione, chiamata anche TFR ( = Trattamento di Fine Rapporto, da non confondersi col bidet).

    Il bello e’ che i vari litiganti, legali o meno, sottacevano il fatto che quei soldi, chiamati TFR , erano (e sono) a tutti gli effetti legali, parte della retribuzione e di assoluta proprieta’ del lavoratore.

    Ma per loro era un particolare mooolto secondario; e le assicurazioni avevan fame, proprio come le banche dellla APE …

    Quando ero bambino, i vecchi dicevan ” Paga sempre pantalone ” I politici lo hanno imparato bene, gli elettori, NO!!!

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