Cara nonna…

Spesso vorrei avere la macchina del tempo per poter tornare indietro di tanti decenni  e  trascorrere un pò di tempo in tua compagnia, ascoltare i tuoi racconti e sentirti cantare la Mattinata di Leoncavallo  con la quale salutavi ogni nuovo giorno. Troppi anni ci dividevano, tu classe 1885, io 1960 e purtroppo sei passata a miglior vita poco più che sessantenne, molti tempo prima che nascesse la tua prima ed unica nipote. Sono sempre stata affascinata dalla tua bellezza e personalità, amo guardare le poche fotografie che ti ritraggono, ormai ingiallite dal tempo trascorso. Ti adoro in questo ritratto dei primi del novecento, abbigliata con capi ed accessori che tu stessa avevi confezionato con le tue mani nella tua piccola bottega di modista nei pressi dei Bastioni di Porta Nuova, che raggiungevi ogni giorno in tram da Parabiago dove abitavi. Pensa nonna, che da adolescente ho indossato con tanto orgoglio un vestito bianco a pois neri che confezionasti per zia Nanda, sembrava fatto apposta per me, sicuramente un segno del destino. Ti sei sposata giovanissima, a vent’anni eri già mamma di Nanda, hai vissuto nel tempo di due guerre, conflitti che ti obbligarono a modificare il tuo cognome da Fisher a Fissera per non rivelare la tua origine austriaca. La vita non è stata generosa con te, facendoti provare il tremendo dolore della tragica perdita di una figlia diciottenne, Romola, ma tu eri una donna forte, il dolore non ti ha piagato e hai continuato ad essere il punto di riferimento della famiglia, di nonno Armando, zia Nanda, zio Alfredo e Fulvia. Sono sempre stata affascinata dalle tue origini al punto che sin da piccola ho sempre avuto il desiderio di imparare il tedesco, una sorta di dovere affettivo nei tuoi confronti e così è stato. Per dieci anni con Fulvio abbiamo trascorso le vacanza estive nella tua Austria in Tirolo e lì ho avuto la strana sensazione di sentirmi a casa. Sei il mio sogno ricorrente, spesso di vedo alla stazione mentre aspetti qualcuno e vedendomi su una pensilina due binari più avanti con il mio abito bianco a pois, dici in tedesco alla persona accanto a te: Quella ragazza è mia nipote ed indossa un vestito che fatto con le mie mani (das Mädchen ist meine Enkelin und sie trägt das Kleid, das ich mit meinen Händen gemacht habe). Come sei dolce e bella in quel sogno, con un vestito anni ’30 blu con dei fiori rosa cipria ed i capelli ondulati sciolti sulle spalle.  Poi il risveglio improvviso, felice di averti vista e sentita parlare… ti voglio un mondo di  bene nonna!

2 thoughts on “Cara nonna…

  1. Laura Galli

    Solo dalla foto si vede che era una donna speciale. Può essere orgogliosa di avere una nipote come te che pur non avendola conosciuta fisicamente ha conservato il ricordo della sua nonna e delle sue radici.

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