Profumo di caldarroste

Ottobre, il mese in cui ai miei tempi si iniziava la scuola con il grembiule bianco ed il fiocco azzurro, quando alle elementari regalavano ai bambini un salvadanaio nella Giornata del Risparmio e non si sapeva ancora cosa fosse Halloween. Ricordi indelebili. Foglie gialle, rosse e marroni tessono colorati tappeti naturali sulle strade dei viali alberati e nei boschi, che donano due dei frutti più buoni di questo mese, i funghi e le castagne. L’arancione della zucca e dei dolci cachi porta un’allegra nota di colore nei miei piatti  autunnali, assieme al giallo della polenta che inizia ad accompagnare le classiche pietanze stufate dei mesi freddi. Ormai la mattina mi sveglio con il buio, vedo l’alba solo alla fine del tragitto che mi porta al lavoro ed al rientro a casa nel tardo pomeriggio il sole ormai si sta inabissando all’orizzonte, regalando i magnifici colori del tramonto. E’ bello sentire i primi brividi di freddo ed altrettanto gradire i più che tiepidi raggi di sole verso mezzogiorno. Ma la sensazione che più apprezzo di ottobre sono i primi profumi di caldarroste, quelli che ti guidano tra le vie cittadine fino all’ambulante che le vende, purtroppo a caro prezzo, nel classico cartoccio a forma di cono. Un profumo che evoca una tradizione che fortunatamente viene mantenuta viva, apprezzata e tramandata da generazioni.

Foto di ©tremaghi

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